“Voglio una salopette nera”

Ma, Mariachiara, hai quasi 30 anni…

Ultimamente mi sento ripetere spesso questa frase. Volevo dirvi che questa storia dei quasitrentanni vi sta sfuggendo di mano: PRIMO perché non vedo la ragione di arrotondare per eccesso. Ne ho 25, potremmo equivalentemente affermare che ho quasi 20 anni. SECONDO perché non voglio essere il tipo di persona che giudica l’età un buon motivo per smettere di fare delle cose, ma piuttosto un buon motivo per sbrigarsi a fare ciò che si desidera ma non si è ancora trovato il coraggio di fare.

Perciò:

salopette copySalopette Berska, T-shirt H&M

Nonostante la mia convinzione che il metodo più efficace per affrontare la situazione sia questo, è pur vero che il quarto di secolo porta con se’ dei disagi. Io persevero nel mio negazionismo, ma percepisco la crisi aleggiare latente nell’aria: nei ragazzini che mi chiamano ‘signora‘ ignari di quanto mi stiano rovinando la giornata e forse anche la settimana; nel senso di morte che mi pervade il giorno dopo una festa troppo allegra, e il giorno dopo ancora, pure; nel BigMac Menù grande ormai inspiegabilmente indigesto.

O nel commesso che ritiene opportuno infilare il dito, anzi il braccio, nella piaga: “Mi scusi le salopette dove le trovo?” – “Penso al piano di sopra, tra le cose da teenager.”

I 25 sono come un precipizio non segnalato: tu sei lì che stai ancora decidendo cosa farai da grande, procedi saltellando in direzione del tuo sfavillante futuro, circondata da gente vecchia che ti ricorda quanto sei giovane, serena e sicura che la maturità sia ancora lontana, un traguardo da raggiungere negli anni, con calma, per gradi.

E poi BAM. La busta paga. Le creme antirughe. I mutui a tasso variabile. L’età da marito.

Ci vorrebbe, che so, un po’ di pubblicità progresso, un manuale ‘aging for dummies’, qualsiasi cosa. Invece siamo soli, in balia del nostro bipolarismo, inspiegabilmente attratti dal reparto infusi e tisane del supermercato mentre ci stavamo dirigendo tranquilli come sempre alla corsia delle birre. Altro che pubertà, sono i 25 il vero calcio in bocca emotivo.

Perciò ho deciso che era ora di affrontare la situazione, spremermi le meningi e stilare una lista dei lati positivi dell’avere quasitrentanni. Incredibile ma ce ne sono, ed alcuni hanno anche un certo peso nell’economia della mia vita attuale:

  • E’ ancora presto perché il gluteo ceda alla forza di gravità, ma abbastanza tardi perché l’acne sia solo un brutto ricordo: a quasitrentanni siamo tutti più gnocchi, è un dato di fatto.
  • Le vocali sono finalmente state reintegrate nei nostri sms: ciò fornisce, tra l’altro, anche un ottimo strumento di preventiva selezione qualora stessimo cercando un partner, perché puoi essere anche Brad Pitt, ma se mi scrivi “cmq sn stato bn ieri” mi si accappona la pelle.
  • L’età che avanza è un’ottima scusa utilizzabile per NON fare le cose che non ti va di fare (vedi: andare in discoteca il sabato sera o fare attività motoria fuori programma).
  • Le persone iniziano a prenderti sul serio quando dici le cose: nonostante il senso di colpa ti suggerisca di avvisarli che no! in realtà sono sempre la solita cogliona! , sentirsi grandi è gratificante, perciò alla fine taci.
  • I matrimoni dei tuoi amici sono divertentissimi.
  • Hai dei soldi tuoi, e siccome questo ti ha all’improvviso trasformato in una persona tirchia, puoi risparmiarli per farci qualsiasi cosa tu voglia. Nel mio caso, viaggi.

Riuscite a pensare a qualche altro spunto ottimista sull’argomento?

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