Siviglia famiglia meraviglia

sivigliameraviglia

In famiglia siamo due gatte e quattro persone, in quest’ordine.
Nella scala delle priorità della mia famiglia, il benessere delle gatte viene infatti prima di molte cose, tra le quali: una solida istruzione, il benessere di Mariachiara, il pranzo di natale. Sospetto, anzi ne sono abbastanza certa, che se non fossero state una convalescente e l’altra impegnata ad organizzare uno dei suoi soliti rave coi gatti dei vicini, i biglietti aerei per il viaggio di famiglia sarebbero toccati a loro. E invece alla fine siamo partiti io e mio fratello.

Posto il fatto che esiste un ufficioso undicesimo comandamento che recita ‘non rifiutare mai un viaggio pagato‘ – amo viaggiare con la mia famiglia.
In vacanza ci si rilassa e si lascia uscire la parte migliore e più vera di noi, spesso soffocata dalle incombenze e dallo stress della routine quotidiana. In vacanza si accentuano convergenze e divergenze, si comunica meglio e di più. Sono convinta che queste piccole riunioni familiari siano il momento migliore per coltivare il rapporto con i miei genitori, perciò cerco di non rinunciarci mai, quando posso.

E poi sono buffi.

In primis perché goffi si nasce, non si diventa, e il mio patrimonio genetico non mente.
Mia madre ha questa cosa che deve testare la morbidezza di tutte le superfici calpestabili in giro per il mondo: in vacanza cade. A casa non le succede mai, ma in vacanza fa certi cristi che ci puoi mettere l’orologio. Ed è anche molto permalosa, perciò è probabile che in questo momento io sia stata estromessa dall’eredità di famiglia.

Mio padre invece è daltonico ma lo nega a se stesso.
Quando viene colto sul fatto cerca di convincerti che quella maglia verde pisello in realtà è marrone, ed è così bravo che a volte ti fa pure venire il dubbio.
Però quella volta che uscì per comprarsi un Ipod e tornò a casa con questo, alla fine lo dovette ammettere.

Mio fratello ed io li sfottiamo amandoli alla follia.

La meta di quest’anno era Siviglia, per accontentare mia madre che da quando ha visto Notre Dame de Paris è andata in fissa con l’Andalusia. Quindi siamo partiti: non per il flamenco, non per le tapas e neanche per il barocco andaluso, ma per vedere “dove è nata Esmeralda” (n.b.: personaggio letterario mai esistito). Avevo già visitato Madrid e Barcellona, ma non potevo dire di aver visitato la Spagna: sono cose diverse. Le prime due sono città bellissime, piene di cose interessanti da fare e da vedere, ma sono anche città europee, più vicine ad uno standard internazionale come lo sono Roma e Milano. Non puoi dire di aver conosciuto l’Italia, prima di essere stato a Napoli o Venezia.

sivigliameraviglia4

sivigliameraviglia2

sivigliameraviglia3

sivigliameraviglia5

sivigliameraviglia6

sivigliameraviglia41

Siviglia è la Spagna dei colori, della passione, dell’immaginazione. La si può visitare in un paio di giorni, ma vale la pena prendersi un po’ di tempo in più per viverla: la parte del viaggio che ho preferito è stata infatti quella in cui ci perdevamo tra i vicoli curiosando nelle botteghe, assaggiando tapas qua e là, facendo domande alle persone.
A Giugno fa un caldo boia, perciò è consigliabile portare crema solare e cappello se si vogliono evitare le allucinazioni. Ma il lato positivo è che ci si abbronza (o, nel mio caso, ci si scotta) un sacco.

Ecco, come da tradizione, la mia lista de las cosas que no te puedes perder en Sevilla:

1. Real Alcazar

murcia_42r5h.T0
Situata nel centro di Siviglia, Real Alcazar fu originariamente una delle fortezze dei mori, poi riadattata a partire dal 1364 e trasformata nella residenza del Re. Il risultato finale è un maestoso esempio di architettura mudéjar, una curiosa fusione di culture e stili diversissimi: islamico, rinascimentale e gotico. Noi abbiamo prenotato la visita notturna teatralizzata: una compagnia di attori andalusi accompagna piccoli gruppi di persone alla scoperta delle sale del palazzo, interpretando i vari personaggi che abitarono quelle stesse sale e raccontandone le storie. Visitare la fortezza di notte, suggestivamente illuminata e completamente vuota è un’esperienza indimenticabile. Potreste però avere qualche problema a decifrare lo spagnolo aulico-enfatico-singhiozzato-urlato-sussurrato parlato dalle guide.

(Purtroppo non si possono fare foto durante la visita notturna)

022-1904x601_c

aj72308_1
Interesting Fact: pare che una puntata della quinta serie di Game of Thrones sia stata girata qui. Ora farò coming out e vi dirò che io non guardo Game of Thrones. Succede questa strana cosa che la gente se la prende sul personale quando dico che non lo guardo. Certe volte mi fanno sentire in colpa, così inizio a bluffare sparando nomi a caso. Altre volte fuggo piangendo.

2. Plaza d’España

sivigliameraviglia8

50 000 metri quadrati di riflessi e colori: Plaza d’España è la più grande e bella piazza della Spagna, costruita in occasione dell’Expo del 1929 e divenuta il simbolo della città. E’ circondata da un meraviglioso palazzo e da pareti formate da 48 nicchie decorate con le azulejos, le ceramiche tipiche andaluse. Ciascuna nicchia rappresenta una provincia spagnola e contiene la raffigurazione dei fatti storici più importanti di quei luoghi. Al centro scorre invece un canale artificiale, che al tramonto si pittura di incredibili sfumature e giochi di luce.

sivigliameraviglia9
Nessun medico è ancora riuscito a trovare un rimedio al mio ormone del turismo impazzito: cvd, io in Plaza d’España ci sono voluta andare in carrozza. Dopo aver realizzato che la cosa non era divertente come sembrava, ho iniziato a molestare il cocchiere finché non l’ho convinto a farmi salire vicino a lui e a farmi guidare. Io gli parlavo in italiano, lui mi rispondeva in spagnolo, ma questo non ha ci ha impedito di diventare migliori amici.

sivigliameraviglia12

sivigliameraviglia13

sivigliameraviglia7

Interesting fact n°2: Una famosa scena dell’Episodio 2 di Star Wars è ambientata qui. Secondo coming out della giornata: non ho mai visto Star Wars. Per questo siete autorizzati a linciarmi pubblicamente, non opporrò resistenza alcuna.

3. Santa Cruz

sivigliameraviglia14

Il mio barrio preferito. Santa Cruz è tutto un intreccio di vicoli strettissimi, piazzette nascoste, tapas bar da leccarsi i baffi, case imbiancate in calce, piccoli cortili, cancelli in ferro battuto, fiori e profumi. L’ho percorso in lungo e in largo per tre volte, e ogni volta mi sembrava diverso e più bello. Quando viaggio, sono sempre molto attenta a prendermi il giusto tempo per notare i dettagli di un luogo, e Siviglia ne è incredibilmente piena.

sivigliameraviglia15

sivigliameraviglia18

Questo è a mio parere il posto ideale per lo shopping: la vie commerciali per eccellenza sono Calle SierpeCuna, Velazquez e Tetuan, dove si possono trovare i negozi delle grandi catene o di artigianato pregiato, a prezzi però piuttosto elevati. Santa Cruz invece è piena di piccole e antiche botteghe tradizionali, negozietti alternativi e atelier di giovani artisti e artigiani. Non sapevo più da che parte guardare.

sivigliameraviglia16

sivigliameraviglia19

sivigliameraviglia20

4. Il Vermut

Lo fanno in casa, e si sente. Il Vermut è una tradizione molto sentita nel sud della Spagna, tanto che in diversi posti si trova quello e poco altro: accompagnato da olive, lupini o cozze fresche, è il ristoro ideale dopo un lungo e caldo pomeriggio di visite. Noi ne abbiamo assaggiato uno speciale (uno si fa per dire..), quello di Casa Vizcaíno: locale storico situato nel folcloristico quartiere La Macarena e rimasto evidentemente tale e quale all’apertura, risalente al 1934. Qui i sevillani si ritrovano dopo il lavoro per bere con gli amici, dando il via al lancio del lupino: il barista ti lancia letteralmente il piatto contenente i lupini, e se sei fortunato e ne resta qualcuno dentro sei autorizzato a buttarne a terra la buccia.

sivigliameraviglia31

5. Il Flamenco

Non lasciatevi tentare dalle proposte turistiche da cui verrete letteralmente sotterrati una volta arrivati a Siviglia: il flamenco non è turismo. Il flamenco non è neanche spettacolo, ne tradizione. Dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, il flamenco è un viaggio profondo nell’animo umano, un’arte unica che racchiude in sé la storia e le emozioni dei popoli gitani che, nei secoli, attraversarono l’Andalusia. E’ per questo che il vero flamenco va vissuto, non solo ascoltato. Devo ammettere che all’inizio ero piuttosto scettica: i cantes mi sembravano lamenti sgraziati, non ne coglievo il fascino.

sivigliameraviglia34

Alla Carboneria ci hanno raccontato la vera essenza del flamenco, e fatto venire la pelle d’oca mentre assistevamo alla performance di ballerini e chitarristi, esternazione improvvisata di un turbinio di sentimenti, nostalgia, passione. L’intensità emotiva è talmente palpabile da lasciarti il magone, anche se sono quasi certa che l’inquietante intruglio a base di alcool e panna montata che ci hanno servito al tavolo (agua de Sevilla, aka cannucciata ignorante) abbia fatto la sua parte.

sivigliameraviglia32

sivigliameraviglia33 sivigliameraviglia35

6. Las Tapas sevillanas

Apriamo questo meraviglioso capitolo: a Siviglia ho scoperto le vere tapas e, com’era prevedibile, tapeando mesosfonnata. Ora io lo so che urterò la sensibilità di tutti i sentimentalisti catalani, di chi ha passato l’erasmus più bello della sua vita a Madrid o di chi ama Valencia più di sua madre. Ma ragazzi, non c’è storia. Altro che patate fritte e crostini, gli andalusi sul cibo vi passano le mele alla grande. E’ impossibile passare più di mezz’ora senza mangiare, l’offerta è infinita, i locali uno più bello dell’altro, i profumi troppo invitanti per poter opporre resistenza alcuna.

sivigliameraviglia22

sivigliameraviglia24

sivigliameraviglia29

La cosa bella di Siviglia è che qui si vive la convivialità in modo rilassato e godereccio, molto simile agli insuperabili standard italiani. Qualità prima che quantità, attenzione al rapporto col cliente, amore per la tradizione. Gazpacho, tortillas de camarones, cola de toro, salmorejo, espinacas con garbanzos: mi sono lasciata coinvolgere dalla gastronomia locale scoprendo vere e proprie chicche. Ecco le mie preferite:

Bar Catedral (qui abbiamo assaggiato le tapas più ricercate e particolari)

sivigliameraviglia21

Las Teresas (storico locale famoso per il buonissimo jamon iberico)

sivigliameraviglia23

sivigliameraviglia30

Mercado de Feria (mercato coperto dove trovare di tutto, ma soprattutto pesce freschissimo)

sivigliameraviglia25

El Rinconcillo (il più antico tapas bar di Siviglia, in attività dal 1670)

sivigliameraviglia27

sivigliameraviglia28

Una menzione speciale fuori classifica va a tre luoghi che mi sono piaciuti ma non mi hanno fatta impazzire, e ora vi spiego perché.

7. La Catedral, Las Setas, Plaza de Toros

La catedral de Santa María de la Sede de Sevilla è uno dei simboli della città, la più grande cattedrale gotica del mondo. Di certo si tratta di una costruzione mastodontica e spettacolare, ma non mi ha emozionata. Forse le aspettative erano troppo alte, infatti l’ho trovata troppo. Troppo ricca, troppo densa, troppo cupa. Si tratta comunque di una tappa irrinunciabile durante la visita alla città, soprattutto per godere della vista dall’alto salendo sulla Giralda, la torre campanaria.

 sivigliameraviglia40

Altro punto panoramico sono Las Setas (o Metropol Parasol), i funghi giganti situati in Plaza de la Encarnación ed inaugurati nel recente 2011. Si tratta di una struttura in legno di dimensioni gigantesche, sormontata da una suggestiva passerella percorribile a piedi. E’ un posto molto bello dove trascorrere una mezz’ora al tramonto, ma essendo l’ingresso a pagamento mi sarei aspettata una manutenzione e un servizio migliori.

sivigliameraviglia39

sivigliameraviglia38

Ultima ma non ultima, l’incantevole Plaza de Toros, ossia l’arena dove si svolge la tradizionale Corrida. L’impatto di questo luogo è magnifico, i colori ocra e rosso, tipici dell’Andalusia, ti rimangono negli occhi per ore dopo la visita. Ho trovato molto affascinante anche il fatto di poter conoscere da vicino una realtà che fino ad allora aveva solo popolato  il mio immaginario, il torero che con il suo drappo rosso aizza il toro e lo domina con eleganza e maestria.
C’è solo un piccolo problema. Io tifo per il toro, è più forte di me.

sivigliameraviglia37

sivigliameraviglia36

Spero che il mio reportage di viaggio vi sia piaciuto e vi abbia fatto venire voglia di partire subito per Siviglia! Per qualsiasi domanda sono qui.

¡Adios Amigos!

You may also like

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *