La mia Islanda al verde

iceland

Viaggiare rende ricchi.
Metaforicamente.

La vera verità è che viaggiare costa, ma questo è un problema aggirabile se si aguzza l’ingegno e ci si arma di tanta pazienza.

C’è stato un (lungo) periodo in cui ero molto al verde.
Vivere a Milano da studente, con paghetta mensile tarata giusta sul primo gradino della piramide di Maslow, può arrivare in molti casi a farti googlare roba come questa.

Nello stesso periodo, è uscito al cinema The secret life of Walter Mitty, e da quel momento partire per l’Islanda è subito diventata la mia prima priorità.

Ora, come molti di voi sapranno, viaggiare in Islanda non è propriamente economico, perciò le opzioni erano due: fare un upgrade iniziando a googlare questo, o smettere di mangiare. Mi sembravano soluzioni un tantino estreme – soprattutto la seconda – perciò ho deciso di ingegnarmi, scoprendo il fantastico mondo di E-Bay: nel giro di 6 mesi ho messo all’asta l’intero contenuto della cantina dei miei, riuscendo a vendere cose apparentemente invendibili come una cyclette del 1920, una radiosveglia con luci strobo, un vecchio WC (io ve lo dico, smettete di lasciare i figli soli con l’I-Pad che poi vedete che vi combinano).

Nonostante il ricco bottino, di vecchi WC non si diventa milionari come avrei sperato, perciò la vacanza sarebbe comunque dovuta essere low-cost.
Come si progetta un vacanza a basso budget nell’isola più costosa del mondo? Semplice: fai una lista delle spese previste e depenni quelle non indispensabili. Nel mio caso:

  • Aereo
  • Auto a noleggio
  • Cibo 
  • Un posto dove dormire 
  • Escursioni pazze e incoscienti

E così sono partita con un bagaglio da stiva pieno di Fonzies e Insalatissime Rio Mare, alla volta della terra di ghiaccio.

Le emozioni che ho provato durante questo viaggio sono difficilmente descrivibili a parole.
Incredulità. Pace. Paura. Gioia. Libertà.
Un luogo pressoché incontaminato, che è proprio così come te lo immagini. Anzi meglio. Per quante meraviglie possano esistere sulla terra, sono certa che pochi posti siano così suggestivi e puri come l’Islanda, dove la mano dell’uomo non c’è, e dove c’è, quasi non si vede.

iceland 2

iceland 4

iceland 5

Atterrati a Keflavík, abbiamo trovato ad attenderci all’aeroporto un biondino appena maggiorenne un po’ impacciato, gestore insieme a suo fratello di un car rental a conduzione familiare nelle vicinanze, Icerental4x4. I noleggi più conosciuti hanno prezzi proibitivi, perciò dopo una lunga ricerca abbiamo deciso di optare per questo piccolo luogo sperduto e a cui francamente nessuna persona coscienziosa avrebbe dato un soldo di fiducia. Beh, ve lo consiglio assolutamente. Esageratamente gentili (tutti gli islandesi sono in evidente astinenza da calore umano), Grand Cherokee perfetto, prezzo dimezzato rispetto alla media locale in Agosto (alta stagione).

iceland 1

Questa è stata la nostra casa per 8 notti. Non potendo imbarcare una tenda da campeggio, abbiamo chiesto di rimuovere i sedili posteriori dell’auto e ci siamo accampati nel metro e settanta giustogiusto che ne risultava, scelta che si è rivelata vincente quando a Vìk abbiamo assistito al decollo di numerose canadesi piantate intorno alla nostra Jeep a causa di una bufera di vento. La sera sostavamo nei campeggi, dove se eravamo fortunati trovavamo doccia calda e cucina (si possono conoscere tante persone interessanti durante la cena nelle sale comuni), se eravamo meno fortunati un bagno senza porta in mezzo a una palude. Ma si sopravvive, ve lo assicuro. Tenendo conto che io non sono una campeggiatrice, posso assicurarvi che è stato comodo, profumato, rilassante, il viaggio più fantastico della mia vita. Lo rifarei altre mille volte, nello stesso identico modo.

iceland 6

iceland 7

In 9 giorni siamo riusciti a girare esattamente una metà dell’isola: alcuni riescono anche a fare il giro completo nello stesso tempo, ma noi abbiamo preferito addentrarci verso l’interno e non limitarci a percorrere la Hringvegur, la famosa Route 1 che percorre l’Islanda circolarmente per 1339 km. Le cose più imperdibili si trovano infatti lontano da questo circolo, così come le escursioni più mozzafiato. Indispensabile avere un’auto full traction, tutte le strade segnalate con una “F” – cioè la maggior parte – sono riservate ai veicoli fuoristrada e manco a dirlo, raggiungono i luoghi più belli.

iceland 9

iceland 13

iceland 8

Agosto, come dicevo, è il mese più gettonato dai turisti in Islanda. Questo accade per due motivi: 1. gli italiani hanno le ferie – vi giuro che quando incontravamo forme di vita avevamo una certezza, o erano pecore, o erano italiani – e 2. perché durante il periodo estivo, essendo relativamente “caldo”, l’isola diventa quasi interamente accessibile. Nei mesi invernali il ghiaccio blocca le strade, rendendo vaste zone completamente irraggiungibili. Fidatevi sempre dei divieti e delle indicazioni, non prendeteli alla leggera: per un islandese, inaccessibile significa sotterrato sotto 8 metri di neve. Le strade asfaltate per loro sono leggende. A volte anche le strade e basta. Tutti i giorni loro guadano fiumi, portando i figli a scuola. Unica nota negativa è il non aver potuto vedere l’aurora boreale, a causa della troppa luce estiva.

iceland 11

iceland 3

Come immaginerete, ogni luogo era incredibile e degno di nota, ma nel prossimo post vi racconterò quali sono stati quelli che mi hanno emozionata di più.

Ebbene sì, questo è un to be continued

You may also like

2 comments

Leave a Reply to tagliasiepi Cancel reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *