La mia Islanda al verde – Part 2

Sull’argomento Islanda, le persone si dividono in tre categorie: 1. Quelli che non sanno neanche dove sia: solitamente alla notizia “vado in Islanda” ti rispondono “Figo! Dove, a Dublino?“. 2. Quelli minimamente informati sulla sua localizzazione geografica, che – avendo sentito parlare di vulcani impronunciabili che eruttano bloccando il traffico aereo di mezza europa, gente che mangia squali putrefatti e freddo, tanto freddo – si mantengono comprensibilmente scettici. 3. Quelli che ci sono stati. Questa ultima categoria ne è follemente innamorata.

Quando metti piede in Islanda, te ne invaghisci per sempre.

Come ho già accennato, ho dovuto a malincuore fare una pesante selezione per parlarvi dei posti che ho amato di più. Avrei voluto dilungarmi, ma poi ho pensato che avrei anche voluto evitare di farvi dormire, ecco. Perciò la mia TOP 100 si è trasformata in una concentratissima TOP 8:

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1Reykjavík – La capitale dell’isola, nonché sede di tutto in Islanda, visto che il resto della nazione è popolata da pecore e turisti italiani (vedi post precedente). No, seriamente: qui vivono 200.000 persone, che rappresentano i 2/3 della popolazione nazionale, ciò significa che i cittadini islandesi sono meno numerosi dei cittadini di Bologna. Pazzesco. Potete quindi immaginare come Reykjavík sia l’unica città come la intendiamo noi, ma nonostante – o forse proprio appunto per – la sua unicità l’ho trovata davvero frizzante e spettacolare: è il vero cuore di fuoco della terra di ghiaccio. Colorata, giovane e alternativa, piena zeppa di locali notturni, negozietti vintage, ristoranti alla moda e centri culturali che noi ce li sogniamo. Si percepisce in ogni angolo la ribellione e la volontà di riscatto della gioventù islandese, che popola questo luogo emulando – e molto spesso superando – i coetanei europei.

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Da visitare assolutamente: la Hallgrímskirkjail duomo di Reykjavík dalla cui sommità si può godere di una vista mozzafiato su tutta la città; la Harpa Concert Hall, spettacolare teatro dell’opera dalla modernissima struttura  in vetro colorato.

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Cosa mangiare? Nonostante le leggende horror che circolano sugli islandesi che si cibano di squali putrefatti, in realtà lo Hákarl è solamente un elemento folkloristico della cultura locale e la gente del luogo spesso non lo ha mai neanche assaggiato. Il pesce è divino: se non fosse che tutto costa manco stessi ingerendo pepite d’oro, sarebbe da non smettere mai. Per ovviare a questo, posso consigliarvi un posticino economico, tipico e piuttosto inusuale: Saegreifinn è una piccola baracca sul porto, dove viene servita la zuppa di aragosta al curry più famosa della capitale. Il barone del mare scodella la zuppa ai suoi clienti ad ogni ora, e gli avventori possono schiacciare un pisolino in una delle cuccette al piano superiore: dopo il pasto, la siesta è gratis. Per chi ama sperimentare i cibi locali, qui servono anche piccoli assaggi di bistecca di balena!

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2. Golden Circle – Situato appena fuori Reykjavík, il Circolo D’Oro è un percorso di circa 300 km che comprende tre delle attrazioni più famose dell’isola: le maestose cascate di Gullfoss – le più grandi in Europa, il parco nazionale Þingvellir – incluso dall’UNESCO nella lista dei Patrimoni dell’Umanità, e il geyser più antico e famoso del mondo, Geysir. Nota bene: se 200 turisti stanno fotografando un geyser dallo stesso lato, mentre l’altro lato è vuoto, di solito c’è un motivo. Del tipo che se vuoi fare una foto figa senza persone davanti – come ad esempio questa qui sotto  – poi magari ti becchi un’ondata di acqua a 90 gradi centigradi in testa. Magari.

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3. Silfra – All’interno del parco nazionale Þingvellir passa la Silfra fissure, la gola che separa le placche tettoniche Euroasiatica e Nordamericana, cioè il punto esatto in cui Europa ed America si danno il cambio. Immergersi qui significa toccare due continenti. L’acqua gelida è di un blu fuori da ogni immaginazione, ed è così cristallina da consentire una visibilità fino a quasi cento metri. Inutile dire che è un’esperienza unica, da fare assolutamente, da restare senza fiato: noi abbiamo prenotato un’immersione di gruppo con DIVE.IS e ci siamo trovati benissimo, soprattutto quando ci hanno riempiti di dolci e cioccolata calda una volta usciti dall’acqua (momento in cui ho un po’ capito cosa prova il petto di pollo quando lo tiri fuori dal freezer per scongelarlo per cena).

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4Stykkishólmur e la penisola di Snæfellsnes – A Stykkishólmur ho trovato la vera vita islandese: un villaggio di pescatori di 1240 abitanti, affacciato sul mare e covo di numerose e affascinanti leggende. C’è tutto quello che uno si aspetta di trovare in un posto del genere: un faro ancora funzionante, i baracchini dei pescatori nel porto, piccole case colorate, tante persone gentili.

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Uno dei baracchini del porto friggeva il pesce pescato al momento: sarà stato il freddo, o la fame tremenda, il pesce croccantissimo o la carta di giornale in cui era incartato, ma durante quel pranzo da Finsens io ho sentito i cori dell’Alleluja.

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Da qui abbiamo potuto prendere una barca e fare un tour delle isolette vicine per ammirare i famosi Puffin (o Pulcinella di mare), per poi assaggiare il sushi in stile vichingo, 20 secondi netti dalla rete alla mia pancia.

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La cittadina di Stykkishólmur si trova al centro di un’area peninsulare dominata da un famoso vulcano ancora attivo, la penisola di Snæfellsnes: ci sono migliaia di zone meravigliose da visitare in Islanda, ma di certo questa è tra le più ricche di attrazioni e luoghi incantevoli.

A cominciare da uno dei photo-spot più gettonati dell’isola e del mondo, il monte Kirkjufell.
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O la prima chiesa al mondo ad essere stata costruita in cemento, Ingjaldsholl, situata nel suggestivo centro del nullapiùtotale.

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Per non parlare della meravigliosa scogliera di cui non siamo riusciti a sapere il nome, perché in Islanda hanno delle cose così ad ogni 10 metri, e non ci mettono più neanche i cartelli.

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5. Spiaggia nera di Reynishverfi e salita al monte Laki – Nei pressi di Vík, piccolo ma suggestivo paese affacciato sull’oceano, si trovano due luoghi fantastici.
La spiaggia di Reynishverfi è non a caso considerata una delle più belle al mondo. Camminando sulla battigia si ha la sensazione di essere stati catapultati in un quadro in bianco e nero: sabbia nera, mare e cielo grigio perla, rocce di basalto scolpite dal vento.

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Una volta ritrovata la pace in riva al mare, dopo aver raccolto bottigliette di sabbia nera, costruito torri di sassolini bianchi e osservato le onde cullati dal verso dei Puffin pescatori, abbiamo deciso che era ora di sfidare di nuovo la morte. Raggiungere il monte Laki, a detta delle guide locali, era una vera passeggiata: ci sono giusto tre fiumi da guadare, ma tranquilli, seguitelebandierine. Chiaramente è finita con io che piangevo urlando la parola “bandierine” per tutto il tempo della traversata. Non molto d’aiuto, lo ammetto.
Col senno del poi, vi consiglio assolutamente di provare a raggiungere la vetta, se non altro perché lungo il percorso troverete meraviglie come il canyon Fjaðrárgljúfur …

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… o le cascate di Fagrifoss …

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… ed enormi crateri vulcanici ormai trasformati in laghi dal trascorrere del tempo.

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6Jökulsárlón – Senza dubbio il momento del viaggio che più ho amato: lo Jökulsárlón è una gigantesca e spettrale laguna di ghiaccio abitata da centinata di piccole foche. Enormi iceberg dalle sfumature turchesi si staccano dal ghiacciaio Vatnajökull e fluttuano in questo enorme lago per centinaia di anni, prima di sciogliersi e defluire verso il mare. Uno spettacolo naturale unico.

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7. Parco vulcanico di Grundavik – Assolutamente da provare: l’escursione in Quad nel parco vulcanico di Grundavik. Noi abbiamo prenotato qui ed è stato tutto perfetto, divertente e spericolato al punto giusto. Poi questi islandesi sono delle persone adorabili, per loro ogni occasione è buona per ricoprirti di cioccolata calda e dolcetti.

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8. Blaa lónið (Blue Lagoon) – Tappa finale della vacanza, strategicamente lasciata alla fine per rimuovere l’odore un po’ wild prima di riconciliarci con la civiltà e le sue noiose regole olfattive. Si tratta di certo di uno dei posti più turistici dell’Islanda, ma una visita qui vale senza dubbio il prezzo del biglietto, nonostante la folla (da prenotare prima assolutamente). Rigenerante a dir poco, bello da mozzare il fiato, la Blaa lónið è una laguna in cui l’acqua è naturalmente riscalda a circa 38° e ricca di minerali come il silicio e lo zolfo, che le donano questo incantevole aspetto lattiginoso.

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Per concludere questo lunghissimo post (non ne farò più di così lunghi, logiuroloprometto) , mi sono improvvisata videomaker ed ho realizzato questo: enjoy!

Soundtrack: Jungle Drum – Emilíana Torrini (Lei è una cantante islandese bravissima!)
Video: Nikon D5100

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